Il 17 gennaio è la Giornata internazionale della cucina italiana e rappresenta un’occasione simbolica per celebrare un patrimonio culturale che va ben oltre il semplice atto del mangiare.

Dal 10 dicembre 2025, infatti, la cucina italiana è oggi riconosciuta come patrimonio dell’Unesco in quanto espressione identitaria, capace di raccontare territori, storie familiari e tradizioni tramandate nel tempo.

Un riconoscimento che sancisce il valore universale di una cultura gastronomica capace di unire creatività, memoria e rispetto per le materie prime.

Cucina italiana patrimonio dell’Unesco

Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO segna una tappa storica.

Non viene premiata una singola ricetta o un prodotto iconico, ma un sistema culturale complesso, fatto di pratiche quotidiane, rituali condivisi e saperi tramandati di generazione in generazione. La cucina italiana è stata valorizzata come modello di convivialità, in cui il pasto diventa un momento di relazione e di identità collettiva.

Alla base di questo riconoscimento vi è l’idea che cucinare significhi prendersi cura: della famiglia, della comunità e del territorio. Le tradizioni gastronomiche italiane, infatti, riflettono un legame profondo con i paesaggi agricoli, la stagionalità e la biodiversità locale e ogni piatto racconta una storia che nasce dalla terra e arriva alla tavola, passando attraverso gesti antichi e consapevoli.

La candidatura ha sottolineato anche il valore sociale della cucina italiana, intesa come strumento di inclusione e di trasmissione culturale e promuoverla significa anche contrastare le imitazioni e difendere l’autenticità del Made in Italy, sostenendo chi lavora nel rispetto della qualità e della tradizione.

La dieta mediterranea: bontà e salute

All’interno del patrimonio gastronomico italiano, la dieta mediterranea occupa un ruolo centrale per il suo equilibrio tra gusto e benessere. Questo modello alimentare si basa su un consumo prevalente di alimenti di origine vegetale, come cereali, frutta, verdura e legumi, accompagnati da quantità moderate di pesce, latticini e un uso limitato di carne.

Numerosi studi scientifici hanno evidenziato come la dieta mediterranea contribuisca alla prevenzione di diverse patologie, in particolare quelle cardiovascolari. Il suo punto di forza risiede nella qualità dei nutrienti: vitamine, sali minerali e antiossidanti derivano principalmente da ingredienti semplici e poco trasformati, con l’olio extravergine di oliva a ricoprire il ruolo di principale fonte di grassi, apprezzata per i suoi effetti benefici sul cuore e sul metabolismo.

Puntare su prodotti stagionali, legumi e pesce azzurro permette rende quella mediterranea un’alimentazione sana e accessibile, così come la semplicità delle preparazioni: piatti essenziali, cucinati con pochi ingredienti, esaltano il sapore naturale degli alimenti senza appesantire.

In sostanza è stato premiato uno stile di vita che promuove equilibrio, moderazione e rispetto per l’ambiente, capace di nutrire il corpo, valorizzare il territorio e preservare una tradizione che continua a rappresentare un punto di riferimento per la salute e la cultura alimentare.