CELECOXIB VIA*20CPS 200MG
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- Codice articolo: 040788198
Denominazione
CELECOXIB PFIZER CAPSULE RIGIDE
Categoria
Antinfiammatori e antireumatici non steroidei, FANS, Coxib.
Principi Attivi
Ogni capsula contiene 100 mg o 200 mg di celecoxib. Eccipiente con effetti noti: lattosio (ogni capsula contiene rispettivamente 149,7 mg o49,8 mg di lattosio monoidrato; vedere paragrafo 4.4). Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Indicazioni Terapeutiche
Celecoxib Pfizer e' indicato negli adulti per il trattamento sintomatico dell'osteoartrosi, dell'artrite reumatoide e della spondilite anchilosante. La decisione di prescrivere un inibitore selettivo della ciclo-ossigenasi-2 (COX-2) deve essere basata su una valutazione dei rischi globali del singolo paziente (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Posologia
Posologia. Poiche' i rischi cardiovascolari (CV) di celecoxib possonoaumentare con il dosaggio e con la durata dell'esposizione, la duratadel trattamento deve essere la piu' breve possibile e deve essere utilizzato il dosaggio giornaliero minimo efficace. La necessita' del paziente di un trattamento per il sollievo sintomatico e la risposta allaterapia devono essere rivalutati periodicamente, specialmente nei pazienti con osteoartrosi (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.8 e 5.1). Osteoartrosi: la dose giornaliera raccomandata e' di 200 mg una volta al giorno o in due dosi refratte. In alcuni pazienti in cui il sollievo dei sintomi non si e' dimostrato sufficiente, una dose da 200 mg due volte al giorno puo' aumentare l'efficacia. Dopo due settimane di trattamento, in assenza di un aumento del beneficio terapeutico, si devono valutare altre alternative terapeutiche. Artrite reumatoide: la dose giornaliera iniziale raccomandata e' di 200 mg in due dosi refratte. Se necessario, la dose puo' essere successivamente incrementata fino a 200 mgdue volte al giorno. Dopo due settimane di trattamento, in assenza diun aumento del beneficio terapeutico, si devono valutare altre alternative terapeutiche. Spondilite anchilosante: la dose giornaliera raccomandata e' di 200 mg una volta al giorno o in due dosi refratte. In alcuni pazienti, in cui il sollievo dai sintomi non si e' dimostrato sufficiente, una dose da 400 mg una volta al giorno o in due dosi refrattepuo' aumentare l'efficacia. Dopo due settimane di trattamento, in assenza di un aumento del beneficio terapeutico, si devono valutare altrealternative terapeutiche. La dose massima giornaliera raccomandata e'pari a 400 mg per tutte le indicazioni. Popolazioni speciali. Anziani: come negli adulti giovani, si devono inizialmente utilizzare 200 mgal giorno. Se necessario, la dose puo' essere successivamente incrementata fino a 200 mg due volte al giorno. Si richiede particolare attenzione nei pazienti anziani con peso corporeo inferiore ai 50 kg (vedereparagrafi 4.4 e 5.2). Popolazione pediatrica: l'uso di celecoxib none' indicato nei bambini. Scarsi metabolizzatori del CYP2C9: ai pazienti che presentano una riduzione, accertata o sospetta, dell'attivita' metabolica del CYP2C9, sulla base del genotipo o di storia/esperienza precedente con altri substrati del CYP2C9, celecoxib deve essere somministrato con cautela, poiche' il rischio di effetti indesiderati dose-dipendenti e' aumentato. In questi casi si deve considerare di dimezzare la dose minima raccomandata (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica: in pazienti con moderata compromissione epatica accertata, conalbumina sierica compresa tra 25-35 g/l, il trattamento deve essere iniziato con meta' della dose raccomandata. L'esperienza clinica in questo gruppo e' limitata ai pazienti con cirrosi epatica (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Danno renale: l'esperienza clinica in pazienti condanno renale lieve o moderato trattati con celecoxib e' limitata; pertanto si consiglia di trattare con cautela questa categoria di pazienti (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Modo di somministrazione: uso orale. Celecoxib puo' essere assunto con o senza cibo. Per i pazienti chehanno difficolta' a deglutire le capsule, il contenuto di una capsuladi celecoxib puo' essere aggiunto a mousse di mela, crema di riso, yogurt o banana schiacciata. In questo caso, svuotare attentamente l'intero contenuto della capsula in un cucchiaino raso di mousse di mela, crema di riso, yogurt o banana schiacciata freddi o a temperatura ambiente e ingerire immediatamente con 240 ml di acqua. Il contenuto dellacapsula versato su mousse di mela, crema di riso o yogurt e' stabile per un massimo di 6 ore in frigorifero (2-8 .C). Il contenuto della capsula versato sulla banana schiacciata non deve essere conservato in frigorifero e deve essere ingerito immediatamente.
Controindicazioni
Ipersensibilita' al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Ipersensibilita' nota alle sulfonamidi. Ulcera peptica attiva o sanguinamento gastrointestinale. Pazienti nei quali si sono verificati accessi asmatici, rinite acuta, polipi nasali,edema angioneurotico, orticaria o altre reazioni di tipo allergico dopo l'assunzione di acido acetilsalicilico (aspirina) o di altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) inclusi gli inibitori della COX-2. Gravidanza e donne in eta' fertile che non fanno uso di adeguatemisure contraccettive (vedere paragrafo 4.6). Sono state osservate malformazioni nelle due specie animali studiate con celecoxib (vedere paragrafi 4.6 e 5.3). Il potenziale rischio per la donna in gravidanza e'sconosciuto, ma non puo' essere escluso. Allattamento (vedere paragrafi 4.6 e 5.3). Grave insufficienza epatica (albumina sierica < 25 g/lo punteggio Child-Pugh >= 10). Pazienti con clearance renale stimata della creatinina < 30 ml/min. Infiammazione cronica dell'intestino. Insufficienza cardiaca congestizia (NYHA II-IV). Cardiopatia ischemica stabilita, arteriopatia periferica e/o malattia cerebrovascolare accertate.
Avvertenze
Effetti gastrointestinali (GI): complicazioni a carico del tratto gastrointestinale superiore e inferiore (perforazioni, ulcere o sanguinamenti), alcune delle quali fatali, sono state riscontrate in pazienti trattati con celecoxib. Si consiglia cautela nel trattamento di pazientiche presentano un rischio maggiore di complicanze gastrointestinali associate all'impiego di FANS; gli anziani, i pazienti che assumono contemporaneamente qualsiasi altro FANS o farmaci antipiastrinici (ad esempio acido acetilsalicilico) o glucocorticoidi, i pazienti che assumono alcolici o i pazienti con anamnesi positiva per malattie gastrointestinali, quali ulcere e sanguinamento gastrointestinale. Quando celecoxib viene assunto insieme all'acido acetilsalicilico (anche a basse dosi), si osserva un ulteriore aumento del rischio di eventi avversi gastrointestinali (ulcerazione gastrointestinale o altre complicazioni gastrointestinali). Negli studi clinici a lungo termine non e' stata dimostrata una differenza significativa nella sicurezza gastrointestinaletra inibitori selettivi della COX-2 + acido acetilsalicilico e FANS +acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 5.1). Uso concomitante di FANS: l'uso concomitante di celecoxib e FANS diversi dall'aspirina deve essere evitato. Effetti cardiovascolari: in uno studio clinico a lungotermine controllato verso placebo in pazienti con poliposi adenomatosasporadica trattati con celecoxib alle dosi di 200 mg due volte al giorno (BID) e 400 mg BID e' stato osservato un aumento rispetto al placebo del numero degli eventi cardiovascolari (CV) gravi, in particolar modo di infarto del miocardio (vedere paragrafo 5.1). Poiche' i rischicardiovascolari di celecoxib possono aumentare con la dose e con la durata dell'esposizione, la durata del trattamento deve essere la piu' breve possibile e deve essere utilizzato il dosaggio giornaliero minimoefficace. L'assunzione di FANS a lungo termine, inclusi gli inibitoridella COX 2, e' stato associato al rischio aumentato di eventi avversi cardiovascolari e trombotici. Non sono state stabilite ne' l'esattaentita' del rischio associato ad una singola dose, ne' la durata esatta della terapia associata ad un aumento del rischio. La necessita' delpaziente di un trattamento per il sollievo sintomatico e la rispostaalla terapia devono essere rivalutati periodicamente, specialmente neipazienti con osteoartrosi (vedere paragrafi 4.2, 4.3, 4.8 e 5.1). I pazienti con fattori di rischio significativi per eventi cardiovascolari (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, abitudine al fumodi sigaretta) devono essere trattati con celecoxib solo dopo attentavalutazione (vedere paragrafo 5.1). Gli inibitori selettivi della COX-2 non sono sostituti dell'acido acetilsalicilico per la profilassi delle malattie tromboemboliche di origine cardiovascolare perche' non hanno effetti antipiastrinici. Pertanto, la terapia antipiastrinica non deve essere interrotta (vedere paragrafo 5.1). Ritenzione di liquidi ededema: analogamente a quanto riscontrato con altri medicinali che inibiscono la sintesi delle prostaglandine, sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edemi in pazienti trattati con celecoxib. Pertanto,celecoxib deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi positiva per insufficienza cardiaca, disfunzione ventricolare sinistra oipertensione, e nei pazienti con edema preesistente di altra natura, poiche' l'inibizione delle prostaglandine puo' causare un peggioramentodella funzionalita' renale e ritenzione di liquidi. E' inoltre richiesta cautela nei pazienti che assumono diuretici o che sono a rischio di ipovolemia. Ipertensione: analogamente agli altri FANS, celecoxib puo' portare alla comparsa di ipertensione o al peggioramento dell'ipertensione pre-esistente, che possono entrambe contribuire all'aumento dell'incidenza degli eventi cardiovascolari. La pressione arteriosa devequindi essere monitorata attentamente all'inizio della terapia con celecoxib e durante tutto il corso del trattamento. Effetti epatici e renali: una compromissione della funzionalita' renale o epatica e, specialmente, un'alterata funzionalita' cardiaca sono piu' facilmente riscontrabili nei pazienti anziani, pertanto questi pazienti devono esseretenuti sotto appropriato controllo medico. I FANS, incluso celecoxib,possono causare tossicita' renale. Studi clinici condotti con celecoxib hanno dimostrato effetti a carico della funzionalita' renale similia quelli osservati con i FANS di confronto. I pazienti con rischio piu' elevato di tossicita' renale sono quelli con funzionalita' renale alterata, scompenso cardiaco, compromissione della funzionalita' epatica, pazienti in cura con diuretici, inibitori dell'enzima di conversionedell'angiotensina (ACE), antagonisti del recettore dell'angiotensinaII, e gli anziani (vedere paragrafo 4.5). Tali pazienti devono essereattentamente monitorati durante il trattamento con celecoxib. Duranteil trattamento con celecoxib sono stati segnalati alcuni casi di reazioni epatiche gravi, tra cui epatite fulminante (alcuni casi con esitofatale), necrosi epatica e insufficienza epatica (alcuni casi con esito fatale o che hanno richiesto trapianto del fegato). Tra i casi per iquali e' noto il tempo di insorgenza, la maggior parte degli eventi avversi epatici gravi si e' sviluppata entro un mese dall'inizio dellaterapia con celecoxib (vedere paragrafo 4.8). Se nel corso del trattamento si verifica nei pazienti un peggioramento delle funzioni di uno qualsiasi dei sistemi d'organo descritti sopra, devono essere adottatemisure appropriate e deve essere presa in considerazione l'interruzione della terapia con celecoxib. Inibizione del CYP2D6: celecoxib inibisce il citocromo CYP2D6. Sebbene non sia un forte inibitore di questo enzima, una riduzione della dose, su base individuale, puo' rendersi necessaria per i medicinali metabolizzati dal citocromo CYP2D6 (vedere paragrafo 4.5). Scarsi metabolizzatori del CYP2C9: i pazienti che hannoun'attivita' metabolica ridotta per il CYP2C9 devono essere trattaticon cautela (vedere paragrafo 5.2). Reazioni di ipersensibilita' cutanea e sistemica: gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, tracui dermatiti esfoliative, sindrome di StevensJohnson e necrolisi epidermica tossica sono state segnalate molto raramente in associazione all'uso di celecoxib (vedere paragrafo 4.8).
Interazioni
Interazioni farmacodinamiche. Anticoagulanti: l'attivita' anticoagulante deve essere monitorata particolarmente nei primi giorni successiviall'inizio del trattamento o alla modifica della dose di celecoxib inpazienti che assumono warfarin o altri anticoagulanti, poiche' questipazienti presentano un rischio maggiore di complicanze da sanguinamento. Pertanto, i pazienti in trattamento con anticoagulanti orali devonoessere attentamente monitorati per il tempo di protrombina (INR), inparticolare nei primi giorni di terapia quando inizia il trattamento con celecoxib o quando la dose di celecoxib viene modificata (vedere paragrafo 4.4.). Sono stati segnalati episodi di sanguinamento, alcuni dei quali fatali, associati ad incrementi del tempo di protrombina, soprattutto in pazienti anziani trattati con celecoxib in concomitanza con warfarin. Antipertensivi: i FANS possono ridurre l'effetto degli antipertensivi, inclusi gli ACE inibitori, gli antagonisti dei recettoridell'angiotensina II, i diuretici e i beta-bloccanti. Come per i FANS,il rischio di insufficienza renale acuta, che generalmente e' reversibile, puo' aumentare in alcuni pazienti con funzionalita' renale compromessa (es. pazienti disidratati, pazienti in cura con diuretici o anziani) quando gli ACE inibitori, gli antagonisti dei recettori dell'angiotensina II e/o i diuretici vengono associati ai FANS, incluso celecoxib (vedere paragrafo 4.4). Pertanto, la somministrazione di questi medicinali in associazione deve essere effettuata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere idratati in modo adeguato e si deve prendere in considerazione il monitoraggio della funzionalita' renale dopo l'inizio del trattamento e successivamente su base periodica. In uno studio clinico di 28 giorni effettuato su pazienti con ipertensione di stadio I e II controllata con lisinopril, la somministrazione di 200 mg BID di celecoxib non ha portato, rispetto al placebo, ad aumenti clinicamente significativi dei valori medi giornalieri della pressione arteriosa sistolica o diastolica, come risulta dalcontrollo pressorio ambulatoriale nelle 24 ore. Tra i pazienti trattati con celecoxib 200 mg BID, il 48% e' stato considerato non rispondente al lisinopril alla visita clinica finale (pazienti che presentavanoo una pressione arteriosa diastolica > 90 mmHg oppure un aumento della pressione arteriosa diastolica > 10% rispetto al basale), in confronto al 27% dei pazienti trattati con placebo; questa differenza e' risultata statisticamente significativa. Ciclosporina e tacrolimus: la co-somministrazione di FANS e ciclosporina o tacrolimus potrebbe aumentare l'effetto nefrotossico rispettivamente di ciclosporina o tacrolimus.La funzionalita' renale deve essere monitorata quando il celecoxib viene somministrato insieme a uno di questi medicinali. Acido acetilsalicilico: Celecoxib puo' essere utilizzato in associazione a bassi dosaggi di acido acetilsalicilico, ma non e' un sostituto dell'acido acetilsalicilico per la profilassi CV. Negli studi registrativi, cosi' comecon altri FANS, la somministrazione concomitante di bassi dosaggi di acido acetilsalicilico ha evidenziato un aumento del rischio di ulceregastrointestinali o di altre complicanze gastrointestinali, se confrontata all'uso di celecoxib da solo (vedere paragrafo 5.1). Interazionifarmacocinetiche. Effetti di celecoxib su altri medicinali: inibizionedel CYP2D6 Celecoxib e' un inibitore del citocromo CYP2D6. Le concentrazioni plasmatiche dei medicinali che sono substrati di questo enzimapossono aumentare in caso di somministrazione contemporanea di celecoxib. Gli antidepressivi (triciclici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)), i neurolettici, gli antiaritmici, ecc. costituiscono esempi di medicinali metabolizzati dal CYP2D6. La dosedeterminata individualmente di tali medicinali, substrati del citocromo CYP2D6, puo' richiedere una riduzione quando il trattamento con celecoxib e' iniziato, o un aumento quando viene interrotto. La somministrazione concomitante di celecoxib 200 mg due volte al giorno ha determinato aumenti rispettivamente di 2,6 volte e di 1,5 volte nelle concentrazioni plasmatiche di destrometorfano e di metoprololo (substrati del CYP2D6). Questi aumenti sono dovuti all'inibizione indotta dal celecoxib del metabolismo dei substrati del CYP2D6. Inibizione del CYP2C19:studi in vitro hanno dimostrato che celecoxib possiede un certo potenziale di inibizione nei confronti del metabolismo catalizzato dal citocromo CYP2C19. La rilevanza clinica di tale fenomeno, rilevato in vitro, non e' nota. Diazepam, citalopram ed imipramina sono esempi di medicinali metabolizzati dal citocromo CYP2C19. Metotressato: in pazienticon artrite reumatoide, celecoxib non ha alterato in misura statisticamente significativa la farmacocinetica (clearance plasmatica o renale)del metotressato (alle dosi utilizzate in questa patologia). Tuttavia, un adeguato monitoraggio della tossicita' del metotressato deve essere considerato in caso di associazione con celecoxib. Litio: nel volontario sano la co-somministrazione di celecoxib 200 mg due volte al giorno e di litio 450 mg due volte al giorno ha comportato un incrementomedio dei valori della C max e dell'area sotto la curva (AUC) del litio rispettivamente del 16% e del 18%. Pertanto, i pazienti in terapia con litio devono essere strettamente monitorati quando viene iniziato osospeso il trattamento con celecoxib. Contraccettivi orali: nel corsodi uno studio di interazione, celecoxib non ha evidenziato alcun effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica dei contraccettivi orali (1 mg noretisterone/35 mcg etinilestradiolo). Glibenclamide/tolbutamide Celecoxib non altera in misura clinicamente rilevante la farmacocinetica di tolbutamide (substrato del citocromo CYP2C9) o di glibenclamide. Effetti di altri medicinali su celecoxib. Scarsi metabolizzatori del CYP2C9: nei pazienti che presentano una riduzione dell'attivita'metabolica del CYP2C9 e che mostrano un aumento dell'esposizione sistemica al celecoxib, il trattamento concomitante con gli inibitori delCYP2C9, come il fluconazolo, puo' aumentare ulteriormente l'esposizione al celecoxib. Nei pazienti con accertata riduzione dell'attivita' metabolica per il CYP2C9 bisogna evitare queste associazioni (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).
Effetti Indesiderati
Le reazioni avverse sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi, e suddivise per frequenza nella Tabella 1, in base ai dati emersi dalle fonti seguenti: reazioni avverse segnalate in pazientiaffetti da osteoartrosi e artrite reumatoide, con incidenze maggiori di 0,01% e oltre di quelle riportate per il placebo, nel corso di 12 studi clinici verso placebo e/o altro controllo attivo della durata massima di 12 settimane, con dosaggi giornalieri di celecoxib che variavano da 100 mg a 800 mg. In altri studi condotti con FANS non selettivi come farmaci di confronto, circa 7.400 pazienti affetti da osteoartrosie artrite reumatoide sono stati trattati con dosi giornaliere di celecoxib fino a un massimo di 800 mg, compresi i circa 2.300 pazienti intrattamento per un anno o piu'. Le reazioni avverse riscontrate con celecoxib in questi ulteriori studi sono risultate in linea con quelle segnalate nei pazienti affetti da osteoartrosi o artrite reumatoide elencate nella Tabella 1. Reazioni avverse segnalate con incidenze maggiori rispetto al placebo per soggetti trattati con dosi giornaliere di 400 mg di celecoxib negli studi a lungo termine della durata di 3 annisulla prevenzione della poliposi (studi Adenoma Prevention with Celecoxib (APC, Prevenzione dell'adenoma con celecoxib) e Prevention of Colorectal Sporadic Adenomatous Polyps (PreSAP, Prevenzione dei polipi colorettali adenomatosi sporadici); vedere paragrafo 5.1, Sicurezza cardiovascolare. Studi a lungo termine su pazienti con polipi adenomatosi sporadici). Reazioni avverse risultanti dalla farmacovigilanza post-marketing segnalate spontaneamente in un arco di tempo in cui si stima siano stati trattati con celecoxib (con dosi, durata e indicazioni diverse) oltre 70 milioni di pazienti. Anche se le seguenti reazioni sono state identificate come reazioni risultanti da segnalazioni post-marketing, sono stati consultati i dati degli studi clinici per stimarne lafrequenza. Le frequenze sono basate su una meta-analisi cumulativa dell'insieme degli studi, che rappresentano l'esposizione in 38.102 pazienti. Tabella 1. Reazioni avverse negli studi clinici con celecoxib e nella farmacovigilanza postmarketing (terminologia MedDRA)^1,2. Infezioni ed infestazioni. Comune: sinusite, infezioni delle alte vie respiratorie, faringite, infezioni delle vie urinarie. Patologie del sistemaemolinfopoietico. Non comune: anemia; raro: leucopenia, trombocitopenia; molto raro: pancitopenia 4. Disturbi del sistema immunitario. Comune: ipersensibilita'; molto raro: shock anafilattico^4, reazione anafilattica^4. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: iperkaliemia. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia; non comune: ansia,depressione, affaticamento; raro: stato confusionale, Allucinazioni^4. Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiri, ipertonia, Cefalea^4; non comune: infarto cerebrale^1, Parestesia, sonnolenza; raro: atassia, disgeusia; molto raro: emorragia intracranica (inclusa emorragiaintracranica fatale)^4, meningite asettica^4, epilessia (inclusa epilessia aggravata)^4, ageusia^4, anosmia^4. Patologie dell'occhio. Non comune: visione offuscata, Congiuntivite^4; raro: emorragia oculare^4; molto raro: occlusione delle arterie o delle vene della retina^4. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: tinnito, ipoacusia (1). Patologie cardiache. Comune: infarto del miocardio (1); non comune:insufficienza cardiaca, palpitazioni, tachicardia; raro: aritmia^4. Patologie vascolari. Molto comune: ipertensio ne1 (inclusa ipertensio neaggravata); raro: embolia polmonare^4, vampate^4; molto raro: vasculite^4. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: rinite, tosse, dispnea (1); non comune: broncospasmo 4; raro: polmonite^4.Patologie gastrointestinali. Comune: nausea^4, dolore addominale, diarrea, dispepsia, flatulenza, vomito (1), disfagia (1); non comune: stipsi, gastrite, stomatite, infiammazioni gastrointestinali (incluso peggioramento delle infiammazioni gastrointestinali), eruttazione; raro: emorragia gastrointestinale^4, ulcerazioni duodenali, ulcerazioni gastriche, ulcerazioni esofagee, ulcerazioni intestinali, ulcerazioni dell'intestino crasso; perforazione intestinale; esofagite, melena; pancreatite, colite^4. Patologie epatobiliari. Non comune: alterata funzionalita' epatica, aumento degli enzimi epatici, (incluso aumento di SGOT eSGPT); raro: epatite^4; molto raro: insufficienza epatica^4 (talvoltafatale o che ha richiesto trapianto del fegato), epatite fulminante^4(talvolta con esito fatale), necrosi epatica^4, colsestasi^4, epatitecolestatica^4, ittero^4. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea, prurito (incluso prurito generalizzato); non comune: orticaria, ecchimosi^4; raro: angioedema^4 , alopecia, fotosensibilita'; molto raro: dermatite esfoliativa^4, eritema multiforme^4, sindrome di StevensJohnson^4, necrolisi epidermica tossica^4, reazione a farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)^4 pustolosi acuta generalizzata e esantematica (AGEP)^4, dermatite bollosa^4. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: artralgia^4; non comune: spasmi muscolari, crampi agli arti inferiori; molto raro: miosite^4. Patologie renali e urinarie. Non comune: creatinina ematica aumentata, urea ematica aumentata; raro: insufficienza renale acuta^4, iponatriemia^4; molto raro: nefrite tubulointerstiziale^4, Sindrome nefrosica^4, glomerulonefrite a lesioni minime^4. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Raro: disturbi mestruali ^4; non nota: infertilita' femminile (fertilita' femminile ridotta)^3. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: malattia similinfluenza, edema periferico/ ritenzione di liquidi; non comune: edema del volto, dolore toracico^4. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni di procedura. Comune: lesione (lesione accidentale). SGOT - transaminasi glutamico ossalacetica sierica SGPT - transaminasi glutamico piruvica sierica ^1 Reazioni avverse che si sono verificate negli studi sulla prevenzione della poliposi, con soggetti trattati con dosi giornaliere di 400 mg di celecoxib in 2 studi clinici della durata massima di 3 anni (studi APC e PreSAP). Le reazioni avverse sopra elencate per gli studi sulla prevenzione della poliposi sono soltanto quelle che erano state precedentemente identificate nella farmacovigilanza post-marketing, o che si sono verificate con maggior frequenza rispetto agli studi su osteoartrosi e artrite reumatoide.
Gravidanza e Allattamento
Gravidanza: studi negli animali (ratti e conigli) hanno evidenziato tossicita' riproduttiva, incluse malformazioni (vedere paragrafi 4.3 e 5.3). L'inibizione della sintesi delle prostaglandine potrebbe avere effetti avversi sulla gravidanza. I dati derivanti dagli studi epidemiologici evidenziano un rischio maggiore di aborto spontaneo a seguito dell'utilizzo di farmaci inibitori della sintesi delle prostaglandine nei primi mesi di gravidanza. Il rischio potenziale per la donna in gravidanza e' sconosciuto, ma non puo' essere escluso. Analogamente ad altri medicinali inibitori della sintesi delle prostaglandine, celecoxibpuo' causare inerzia uterina e chiusura prematura del dotto arteriosodurante l'ultimo trimestre di gravidanza. L'uso dei FANS, incluso il celecoxib, durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza, puo' causare disfunzione renale fetale che puo' determinare, nei casi gravi, la riduzione del volume del liquido amniotico o oligoidramnios. Tali effetti possono verificarsi subito dopo l'inizio del trattamento e sonodi solito reversibili. Celecoxib e' controindicato in gravidanza e indonne che possono andare incontro a gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e4.4). In caso di gravidanza nel corso del trattamento, celecoxib deveessere sospeso. Allattamento: Celecoxib viene escreto nel latte di ratto in fase di allattamento in concentrazioni simili a quelle riscontrabili nel plasma. La somministrazione di celecoxib a un numero ristretto di donne in allattamento ha dimostrato un'escrezione molto bassa dicelecoxib nel latte materno. Le donne in trattamento con Celecoxib Pfizer non devono allattare. Fertilita': a causa del meccanismo d'azione, l'utilizzo dei FANS, compreso celecoxib, puo' ritardare o impedire la rottura dei follicoli ovarici, evento associato a infertilita' reversibile in alcune donne.
Conservazione
Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.
Eccipienti
Contenuto delle capsule: lattosio monoidrato; sodio laurilsolfato; povidone; croscarmellosa sodica; magnesio stearato. Involucro delle capsule: gelatina; titanio diossido E171; sodio laurilsolfato; sorbitano monolaurato. Inchiostro di stampa: indigotina E132 (solo per le capsuleda 100 mg); ossido di ferro E172 (solo per le capsule da 200 mg); gomma lacca; glicole propilenico.

