MIKAN*IM IV FL 1G 4ML
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- Codice articolo: 028423022
Denominazione
MIKAN 1 G/4 ML SOLUZIONE INIETTABILE
Categoria
Antibatterici aminoglicosidici.
Principi Attivi
Ogni fiala contiene: amikacina solfato mg 1335,00 (pari ad amikacina base mg 1000). Eccipiente con effetti noti: sodio metabisolfito. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Indicazioni Terapeutiche
Trattamento a breve termine di infezioni gravi sostenute da germi Gram-negativi sensibili all'antibiotico. In particolare l'amikacina risulta indicata nelle seguenti forme: batteriemie e setticemie (inclusa lasepsi neonatale); infezioni complicate e ricorrenti delle vie genito-urinarie; infezioni dell'apparato respiratorio, dell'apparato osteoarticolare, del sistema nervoso centrale (compresa la meningite) e del tessuto cutaneo e sottocutaneo; infezioni endo-addominali (compresa la peritonite); ustioni ed infezioni post-operatorie. Si devono tenere in considerazione le linee-guida ufficiali sull'uso appropriato degli agenti antibatterici.
Posologia
Somministrazione intramuscolare ed endovenosa: alla posologia raccomandata, le infezioni meno gravi causate da organismi sensibili all'amikacina dovrebbero rispondere alla terapia entro 24-48 ore. La durata deltrattamento e', in genere, di 3-7 giorni per la somministrazione endovenosa, e 7-10 giorni per la somministrazione intramuscolare. Se il quadro clinico non si modifica entro 3-5 giorni, prendere in considerazione una terapia alternativa in base ai risultati delle indagini microbiologiche. Adulti e bambini con piu' di 12 anni: la posologia raccomandataper via intramuscolare o endovenosa per adulti e adolescenti con normale funzionalita' renale (clearance della creatinina >= 50 ml/min)e' di 15 mg/kg/die che possono essere somministrati in dose singola giornaliera o frazionata in 2 dosi uguali pari a 7,5 mg/kg ogni 12 ore.Il massimo dosaggio totale giornaliero non deve superare 1,5 g. In presenza di endocardite e nei pazienti neutropenici con febbre la somministrazione del farmaco deve essere frazionata in due dosi giornaliere non essendo disponibili dati sufficienti a supportare una monosomministrazione giornaliera. Bambini da 4 settimane a 12 anni di eta': la posologia raccomandataper via intramuscolare o endovenosa (tramite infusione endovenosa lenta) per bambini con normale funzionalita' renale e' di 15-20 mg/kg/die che possono essere somministrati in dose singola giornaliera da 15-20 mg/kg o in dosi da 7,5 mg/kg ogni 12 ore. In presenza di endocardite e nei pazienti neutropenici con febbre la somministrazione del farmaco deve essere frazionata in due dosi giornaliere non essendo disponibili dati sufficienti a supportare una monosomministrazione giornaliera. Neonati: una dose di carico iniziale da 10 mg/kg seguita da 7,5 mg/kg ogni 12 ore (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Neonati prematuri: la dose raccomandata nei prematuri e' pari a 7,5 mg/kg ogni 12ore (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Alterata funzionalita' renale: neipazienti affetti da disfunzione renale, la dose giornaliera dovrebbe essere ridotta e/o aumentati gli intervalli tra una somministrazione el'altra onde evitare un accumulo del farmaco. Un metodo consigliato per stabilire le dosi da somministrare a pazienti con una diminuita funzionalita' renale, sospetta o accertata, e' quello di moltiplicare per9 le concentrazioni sieriche di creatinina: il risultato ottenuto rappresenta l'intervallo, espresso in ore, tra una dose e l'altra. Posologia normale (7.5 mg/kg) a intervalli prolungati. Creatinina sierica: 1.5 mg/100 ml; x 9 = intervallo: 13.5 ore. Creatinina sierica: 2.0 mg/100 ml; x 9 = intervallo: 18 ore. Creatinina sierica: 2.5 mg/100 ml; x 9= intervallo: 22.5 ore. Creatinina sierica: 3.0 mg/100 ml; x 9 = intervallo: 27 ore. Creatinina sierica: 3.5 mg/100 ml; x 9 = intervallo: 31.5 ore. Creatinina sierica: 4.0 mg/100 ml; x 9 = intervallo: 36 ore.Creatinina sierica: 4.5 mg/100 ml; x 9 = intervallo: 40.5 ore. Creatinina sierica: 5.0 mg/100 ml; x 9 = intervallo: 45 ore. Creatinina sierica: 5.5 mg/100 ml; x 9 = intervallo: 49.5 ore. Creatinina sierica: 6.0mg/100 ml; x 9 = intervallo: 54 ore. Posologia ridotta a intervalli fissi: dose iniziale: 7.5 mg/kg; dose di mantenimento (ogni 12 ore). CCdel paziente osservata (ml/min) / CC del paziente normale (ml/min) x7.5. La somministrazione i.m. e' preferenziale ma in caso di necessita' puo' essere utilizzata, con identico schema posologico, la somministrazione endovenosa (perfusione venosa). Somministrazione per infusioneendovenosa: nell'adulto, l'introduzione del preparato per infusione venosa lenta, deve essere effettuata utilizzando una quantita' di liquido (200 ml per la fiala da 1000 mg), tale da consentire ciascuna somministrazione in un tempo variabile da 30 a 60 minuti. E' pertanto necessario diluire il flaconcino in opportuni solventi, quali la soluzionefisiologica, soluzione glucosata 5% e soluzione di Ringer lattato. Raccomandazioni specifiche per la somministrazione per via endovenosa: nei pazienti pediatrici la quantita' di diluenti da utilizzare dipende dalla quantita' di amikacina tollerata dal paziente. La soluzione dovrebbe di norma essere infusa in un arco di tempo variabile da 30 a 60 minuti. I bambini piccoli devono ricevere un'infusione di 1-2 ore. I diluenti compatibili per l'infusione sono i seguenti: soluzione fisiologica normale, destrosio 5%, Ringer lattato. L'amikacina non deve essereunita ad altre sostanze da infondere, ma somministrata da sola secondolo schema posologico stabilito.
Controindicazioni
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 L'amikacina solfato soluzione iniettabilee' controindicata in pazienti con nota ipersensibilita' verso l'amikacina e gli altri aminoglicosidi, verso il sodio metabisolfito o qualsiasi altro componente della formulazione. Precedenti di ipersensibilita' o gravi reazioni tossiche agli aminoglicosidi possono rappresentareuna controindicazione all'uso di qualsiasi aminoglicoside a causa della nota sensibilita' crociata dei pazienti ai farmaci di questa classe.
Avvertenze
Mikan e' potenzialmente ototossico, nefrotossico e neurotossico. E' richiesta cautela in pazienti con preesistente insufficienza renale o preesistente danno uditivo o vestibolare. I pazienti trattati con aminoglicosidi per via parenterale devono essere attentamente monitorati a causa della potenziale ototossicita' e nefrotossicita' associata all'uso di questi farmaci. Non e' stata stabilita la sicurezza per periodi di trattamento di durata superiore ai 14 giorni. Normalmente, l'elevataincidenza di sordita' si verifica come primo effetto e comunque puo'essere individuata con test audiometrico. Nei pazienti con disfunzionerenale il rischio di gravi reazioni ototossiche e di sordita' permanente e' notevolmente aumentato. In questi casi, la dose giornaliera deve essere ridotta e gli intervalli prolungati. Se nel corso della terapia si osservano disfunzioni renali progressive (aumento dei valori NPN, BUN, Creatinina od oliguria) e' consigliabile effettuare dei test audiometrici ed, eventualmente, sospendere la somministrazione del farmaco. Nei pazienti piu' anziani ed in quelli a cui vengono somministratedosi superiori ai 15 g di Mikan, dovrebbe essere attentamente controllata l'insorgenza di eventuali effetti ototossici. Neurotossicita'/ototossicita': neurotossicita', che si manifesta come ototossicita' sia del ramo vestibolare che di quello acustico bilaterale, si puo' manifestare nei pazienti trattati con aminoglicosidi. Il rischio di ototossicita' indotta da aminoglicosidi e' maggiore nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale oppure in pazienti, anche sani, con terapia prolungata per 5-7 giorni. In genere la sordita' ad alte frequenze si verifica all'inizio, per cui si puo' determinare solo mediante test audiometrici. Possono comparire anche vertigini, che sono indice di danno vestibolare. Altre manifestazioni di neurotossicita' possono includere torpore, formicolio della pelle, spasmo muscolare, convulsioni. I pazienti che sviluppano danno cocleare o vestibolare possono nonavere sintomi durante la terapia che li avvisino dello sviluppo di undanno al VIII paio di nervi cranici, e una sordita' bilaterale parziale o totale irreversibile o vertigine invalidantepossono manifestarsi dopo la sospensione del farmaco. L'ototossicita' indotta dagli aminoglicosidi e' generalmente irreversibile. Non e' nota la potenziale ototossicita' dell'amikacina nei bambini. Finche' non siano a disposizione maggiori dati, questo antibiotico si dovrebbe usare in pediatria solo quando i test di sensibilita' indicano che altri aminoglicosidi non sipossono impiegare e quando il bambino puo' essere controllato strettamente circa l'insorgenza della tossicita' a quel livello. Il rischio diototossicita' e' maggiore se il Mikan viene somministrato in concomitanza ad acido etacrinico, dato che potrebbe risultarne sordita' irreversibile. Sussiste un aumento del rischio di ototossicita' nei pazienticon mutazioni del DNA mitocondriale (in particolare a livello del nucleotide 1555 con la sostituzione di A con G nel gene 12S rRNA), anchese i livelli sierici di aminoglicosidi rientrano nel range raccomandato durante il trattamento. In questi pazienti devono essere prese in considerazione opzioni terapeutiche alternative. Nei pazienti con anamnesi familiare di mutazioni rilevanti o sordita' indotta da aminoglicosidi devono essere presi in considerazione trattamenti alternativi o test genetici prima della somministrazione. Neurotossicita' muscolare: blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria sono stati riportati a seguito a iniezione parenterale, instillazione topica (irrigazioni ortopediche o addominali o per il trattamento locale dell'empiema) o di somministrazione orale di aminoglicosidi. La possibilita' di paralisi respiratoria va tenuta in considerazione in seguito alla somministrazionedi aminoglicosidi per qualsiasi via di somministrazione, specialmentein quei pazienti a cui si somministrano anestetici, bloccanti neuromuscolari (vedere paragrafo 4.5). In caso di blocco neuromuscolare, i sali di calcio possono revertire la paralisi respiratoria, ma puo' esserenecessaria una ventilazione assistita. Il blocco neuromuscolare e laparalisi muscolare sono stati riscontrati in animali da laboratorio trattati con alte dosi di amikacina. Come con gli altri antibiotici la terapia con amikacina puo' indurre la comparsa di superinfezione da germi resistenti; in tale evenienza occorre interrompere il trattamento ed adottare un'opportuna terapia. Gli aminoglicosidi devono essere usati con cautela nei pazienti con patologie muscolari, quali miastenia gravis, o parkinsonismo in quanto questi farmaci potrebbero aggravare ladebolezza muscolare, a causa dei loro potenziali effetti curaro-simili sulle giunzioni neuromuscolari. Tossicita' renale: gli aminoglicosidi sono potenzialmente nefrotossici. La tossicita' renale e' indipendente dalle concentrazioni al picco plasmatico (C max ). Il rischio di nefrotossicita' e' maggiore nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale e in quelli che ricevono dosi elevate o una terapia prolungata. I pazienti devono essere ben idratati durante il trattamentoe la funzionalita' renale deve essere valutata tramite i metodi standard prima dell'inizio della terapia e giornalmente durante il trattamento stesso. E' richiesta una riduzione della dose, se si verificano segni di disfunzione renale come presenza di cilindri urinari, globuli rossi e bianchi, albuminuria, riduzione della clearance della creatinina, riduzione del peso specifico dell'urina, aumento dell'azoto dell'urea ematica (BUN) e della creatinina sierica od oliguria. Il trattamentodeve essere sospeso se si riscontra aumento dell'azotemia o riduzioneprogressiva dell'escrezione urinaria. I pazienti anziani possono avere riduzioni della funzionalita' renale che non risultano ai comuni test di laboratorio come la creatininemia o l'azotemia (BUN). Una determinazione della clearance della creatinina puo' essere utile. Il monitoraggio della funzionalita' renale nell'anziano e' particolarmente importante durante un trattamento con aminoglicosidi. Si raccomanda uno stretto monitoraggio della funzionalita' renale e dell'ottavo paio di nervi cranici, particolarmente in pazienti con compromissione renale notao sospetta all'inizio della terapia e anche in quelli la cui funzionalita' renale e' inizialmente normale, ma che sviluppano segni di disfunzione renale durante la terapia.
Interazioni
L'uso contemporaneo o seriale di altri farmaci neurotossici, ototossici o nefrotossici, in particolare bacitracina, cisplatino, amfotericinaB, ciclosporina, tacrolimus, cefaloridina, paromomicina, vancomicina,streptomicina, polimixina B, polimixina E (colistina), neomicina, kanamicina, gentamicina, tobramicina, e viomicina o altri aminoglicosidideve essere evitato per via sistemica o topica a causa dei possibili effetti additivi. In seguito alla somministrazione parenterale concomitante di cefalosporine e antibiotici aminoglicosidici e' stato segnalato un aumento della nefrotossicita'. L'uso concomitante di cefalosporine puo' falsamente elevare i livelli di creatinina sierica. L'uso contemporaneo di amikacina solfato iniettabile con potenti diuretici, per es. acido etacrinico o furosemide deve essere evitato poiche' questi diuretici di per se' possono causare ototossicita'. Inoltre, quando somministrati per via endovenosa, i diuretici possono aumentare la tossicita' dell'aminoglicoside alterando la concentrazione dell'antibiotico nel siero e nei tessuti. Occorre evitare l'uso concomitante di questi farmaci. Talvolta Mikan puo' essere indicato come terapia concomitantead altri agenti antibatterici in infezioni miste o superinfezioni. Intali casi MIKAN non deve essere mescolato insieme ad altri agenti antibatterici nelle stesse siringhe o negli stessi flaconi per perfusioni.Una riduzione nell'attivita' sierica puo' verificarsi anche quando unaminoglicoside o un farmaco penicillinico viene somministrato in vivoper vie separate. La somministrazione concomitante di aminoglicosidie bisfosfonati comporta un maggior rischio di ipocalcemia. La somministrazione concomitante di aminoglicosidi e composti del platino comporta un aumento del rischio di nefrotossicita' e possibilmente di ototossicita'. La tiamina (vitamina B1) somministrata contemporaneamente puo'essere distrutta dal sodio bisolfito reattivo contenuto nella formulazione di amikacina solfato. L'indometacina puo' aumentare la concentrazione plasmatica dell'amikacina nei neonati. Sussiste il rischio di paralisi respiratoria nel corso di somministrazione parenterale di Mikanunitamente ad anestetici, bloccanti neuromuscolari come tubocurarina,succinilcolina, decametonio, atracurio, rocuronio, vecuronio o nei pazienti che ricevano massicce trasfusioni con sangue trattato con citrato.
Effetti Indesiderati
Tutti gli aminoglicosidi possono potenzialmente indurre ototossicita',tossicita' renale e blocco neuromuscolare. Queste tossicita' si manifestano piu' frequentemente nei pazienti con compromissione renale, neipazienti trattati con altri farmaci ototossici o nefrotossici, e neipazienti trattati per periodi prolungati e/o con dosi piu' elevate rispetto a quelle raccomandate (vedere paragrafo 4.4). L'elenco e' strutturato per classificazione sistemico-organica, in base alla terminologia MedDRA e per frequenza utilizzando le seguenti categorie di frequenza: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), frequenza non nota (non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Infezioni ed infestazioni. Non comune: superinfezioni o colonizzazione da batteri o lieviti resistenti^a. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: anemia, eosinofilia. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: risposta anafilattica (reazione anafilattica, shock anafilattico, e reazione anafilattoide), ipersensibilita'. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Raro: ipomagnesiemia. Patologie del sistema nervoso. Non nota: paralisi^a; raro: tremori^a, parestesia^a, cefalea, disturbi dell'equilibrio^a. Patologie dell'occhio. Raro: cecita'^b,infarto retinico^b. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Raro: tinnito^a, ipoacusia^a; non nota: sordita'^a, sordita' neurosensoriale^a. Patologie vascolari. Raro: ipotensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: apnea, broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Non comune: nausea, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: eruzione cutanea; raro: prurito, orticaria. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: artralgia, contrazioni muscolari^a. Patologie renali e urinarie. Non nota: insufficienza renale acuta, nefropatia tossica, cellulenelle urine^a; raro: oliguria^a, aumento della creatinina ematica^a, albuminuria^a, azotemia^a, globuli rossi nelle urine^a, globuli bianchinelle urine^a. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Raro: piressia. ^a Vedere paragrafo 4.4. ^b L'amikacina non e' formulata per uso intravitreale. Sono stati segnalati cecita' ed infarto retinico in seguito alla somministrazione intravitreale (iniezione nell'occhio) di amikacina. Gli effetti sulla funzionalita' renale sono solitamente reversibili alla sospensione del trattamento. Gli effetti tossici sull'ottavo nervo cranico possono causare perdita dell'udito, perdita dell'equilibrio, o entrambi. L'amikacina colpisce principalmente la funzione uditiva. Il danno cocleare comprende sordita' alle alte frequenze e di solito si verifica prima che la perditadell'udito possa essere rilevata dai test audiometrici (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazionedelle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospettatramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Gravidanza e Allattamento
Gravidanza: l'amikacina deve essere somministrata a donne gravide e aineonati solo se espressamente necessario e sotto supervisione medica(vedere paragrafo 4.4). Si dispone di dati limitati sull'uso degli aminoglicosidi in gravidanza. Gli aminoglicosidi possono causare danno fetale. Gli aminoglicosidi attraversano la barriera placentare e sono stati riportati casi di sordita' congenita bilaterale, totale e irreversibile in bambini alle cui madri era stata somministrata streptomicinain gravidanza. Sebbene non siano stati riportati effetti avversi nei feti o neonati di donne incinte trattate con altri aminoglicosidi, il potenziale rischio permane. Se si somministra amikacina in gravidanza ose la paziente resta incinta durante il trattamento con questo farmaco, deve essere messa al corrente dei potenziali rischi per il feto. Allattamento: non e' noto se l'amikacina venga escreta nel latte materno. Si deve pertanto decidere se interrompere l'allattamento al seno o la terapia. Fertilita': in studi di tossicita' riproduttiva su topi e ratti non sono stati evidenziati effetti sulla fertilita' o tossicita'fetale.
Conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna particolare precauzione per la conservazione.
Eccipienti
Sodio citrato; sodio metabisolfito; acido solforico; acqua p.p.i.

