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MIRTAZAPINA MY*30CPR OROD 30MG

  • Questo farmaco necessita di prescrizione medica pertanto non è vendibile online, ma acquistabile esclusivamente in farmacia. Per maggiori informazioni contattaci o scrivici su whatsapp.
  • Codice articolo: 038014128

Denominazione

MIRTAZAPINA MYLAN GENERICS ITALIA COMPRESSE ORODISPERSIBILI

Categoria

Antidepressivi.

Principi Attivi

Ogni compressa orodispersibile contiene 15 mg di mirtazapina; ogni compressa orodispersibile contiene 30 mg di mirtazapina. Eccipiente con effetto noto: ogni compressa orodispersibile contiene 3 mg di aspartame; ogni compressa orodispersibile contiene 6 mg di aspartame. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Indicazioni Terapeutiche

Trattamento di episodi di depressione maggiore negli adulti.

Posologia

Posologia. Adulti: la dose giornaliera efficace e' generalmente compresa tra 15 e 45 mg; la dose iniziale e' di 15 o 30 mg. La Mirtazapina comincia a esercitare la sua azione generalmente dopo 1-2 settimane ditrattamento. Il trattamento con una dose adeguata dovrebbe determinareuna risposta positiva entro 2-4 settimane. In presenza di una risposta insufficiente, si puo' aumentare la dose fino a raggiungere la dosemassima. Se non si osserva alcuna risposta nell'arco di ulteriori 2-4settimane, si deve interrompere il trattamento. I pazienti affetti dadepressione devono essere trattati per un periodo di tempo sufficientedi almeno 6 mesi per assicurare che siano esenti da sintomi. Si raccomanda di interrompere il trattamento con mirtazapina in modo gradualeper evitare sintomi da sospensione (vedere paragrafo 4.4). Anziani: ladose raccomandata e' la stessa degli adulti. Nei pazienti anziani unaumento della dose deve essere attuato sotto stretta supervisione perprovocare una risposta soddisfacente e sicura. Compromissione renale:la clearance della mirtazapina puo' risultare ridotta nei pazienti coninsufficienza renale da moderata a grave (clearance della creatinina< 40 ml/min). Di cio' si deve tenere conto, quando si prescrive mirtazapina a questa categoria di pazienti (vedere paragrafo 4.4). Compromissione epatica: la clearance della mirtazapina puo' risultare ridotta nei pazienti che presentano una compromissione della funzione epatica.Di cio' si deve tenere conto quando si prescrive mirtazapina a questacategoria di pazienti, in particolare in presenza di grave compromissione epatica, poiche' i pazienti con grave compromissione epatica non sono stati oggetto di studio (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica: mirtazapina non deve essere usata nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni poiche' non ne e' stata dimostrata l'efficacia in due studi clinici a breve termine (vedere paragrafo 5.1) e per motivi di sicurezza (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 5.1). Metodo di somministrazione: la mirtazapina ha un'emivita di eliminazione di 20-40 oree pertanto Mirtazapina Mylan Generics Italia e' adatta alla singola somministrazione giornaliera. La dose unica deve essere assunta preferibilmente la sera prima di coricarsi. Mirtazapina Mylan Generics Italiapuo' essere somministrata anche frazionata in due dosi (una al mattinoe una la sera, la dose maggiore deve essere presa la sera). Le compresse devono essere assunte per via orale. La compressa si disgrega rapidamente e puo' essere deglutita senz'acqua.

Controindicazioni

Ipersensibilita' al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; uso concomitante di mirtazapina ed inibitori delle monoaminossidasi (I-MAO) (vedere paragrafo 4.5).

Avvertenze

Popolazione pediatrica: Mirtazapina Mylan Generics Italia non deve essere usata per trattare bambini e adolescenti sotto i 18 anni di eta'.Comportamenti suicidi (tentativi di suicidio e pensieri suicidi) e ostilita' (essenzialmente aggressivita', comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, debba essere presa la decisione di effettuare comunque il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per escludere lacomparsa di sintomi suicidi. Inoltre, non sono disponibili i dati sulla sicurezza a lungo termine per i bambini e gli adolescenti relativia crescita, maturazione e sviluppo cognitivo e comportamentale. Suicidio/pensieri suicidi o peggioramento clinico: la depressione si associaa un rischio elevato di pensieri suicidi, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo rischio persiste fino al conseguimento di una significativa remissione. Poiche' il miglioramento puo'non avvenire durante le primissime settimane o piu' di trattamento, ipazienti devono essere seguiti attentamente fino al miglioramento. Secondo l'esperienza clinica generale, il rischio di suicidio puo' aumentare nelle prime fasi del miglioramento. Pazienti con anamnesi positivadi eventi correlati al suicidio, o con un livello significativo di ideazione suicida antecedente il trattamento, presentano un rischio maggiore di sviluppare pensieri suicidi o di tentativi di suicidio e pertanto devono essere seguiti attentamente durante il trattamento. Una meta-analisi di studi clinici controllati con placebo condotti sull'impiego di farmaci antidepressivi in pazienti affetti da disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamenti suicidari congli antidepressivi rispetto al placebo nei pazienti di eta' inferioreai 25 anni. La terapia con antidepressivi deve essere accompagnata daun'attenta supervisione dei pazienti, in particolare di quelli a rischio elevato e specialmente nelle prime fasi del trattamento ed in seguito a correzioni della dose. I pazienti (e coloro che li assistono) devono essere informati riguardo alla necessita' di monitorare la comparsa di qualsiasi peggioramento clinico, di comportamenti o ideazione suicida e di cambiamenti insoliti del comportamento e di chiedere immediatamente il consiglio medico se questi sintomi dovessero presentarsi.Per quanto riguarda la possibilita' di suicidio, in particolare all'inizio del trattamento, deve essere dato al paziente solo il piu' piccolo quantitativo di mirtazapina in accordo con la buona gestione del paziente, al fine di ridurre il rischio di sovradosaggio. Depressione midollare: durante il trattamento con la mirtazapina e' stata segnalata depressione midollare, che si manifesta, di solito, sotto forma di granulocitopenia o agranulocitosi. Agranulocitosi reversibile e' stata segnalata, raramente, anche nel corso degli studi clinici con la mirtazapina. Nel periodo successivo alla commercializzazione della mirtazapinasono stati riferiti casi molto rari di agranulocitosi, la maggior parte reversibili, ma in alcuni casi fatali. Casi fatali hanno interessato prevalentemente pazienti di eta' superiore a 65 anni. Il medico deveprestare particolare attenzione a sintomi quali febbre, mal di gola,stomatite o altri segni di infezione; quando questi si presentano, iltrattamento deve essere interrotto e deve essere eseguito un esame emocromocitometrico completo. Ittero: il trattamento deve essere interrotto se compare ittero. Condizioni che richiedono supervisione. E' necessario dosare accuratamente il farmaco e porre sotto stretto e regolarecontrollo i pazienti con: epilessia e sindrome cerebrale organica: benche' l'esperienza clinica evidenzi che raramente si verificano attacchi epilettici nei pazienti trattati con mirtazapina, cosi' come con altri antidepressivi, Mirtazapina Mylan Generics Italia deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con una storia di attacchi epilettici.Il trattamento deve essere sospeso nei pazienti che manifestano attacchi epilettici, o quando si verifica un aumento nella frequenza degliattacchi epilettici; compromissione epatica; dopo somministrazione diuna singola dose orale da 15 mg di mirtazapina, la clearance della mirtazapina e' risultata ridotta del 35% circa in pazienti con un'insufficienza epatica da lieve a moderata rispetto ai pazienti con una funzione epatica nella norma. La concentrazione plasmatica media di mirtazapina e' risultata aumentata del 55% circa; compromissione renale; doposomministrazione di una singola dose orale da 15 mg di mirtazapina, nei pazienti con insufficienza renale moderata (clearance della creatinina < 40 ml/min) e grave (clearance della creatinina <= 10 ml/min), laclearance della mirtazapina e' risultata ridotta rispettivamente del 30 e del 50% circa rispetto ai pazienti con funzione renale nella norma. La concentrazione plasmatica media di mirtazapina e' risultata aumentata rispettivamente del 55 e del 115% circa. Non sono state rilevatedifferenze significative nei pazienti con compromissione renale lieve(clearance della creatinina < 80 ml/min) rispetto al gruppo di controllo. Malattie cardiache quali difetti della conduzione, angina pectoris, infarto del miocardio recente; in questi casi debbono essere adottate le normali precauzioni e la terapia concomitante deve essere attuatacon accortezza; ipotensione; diabete mellito: nei pazienti con diabete, gli antidepressivi possono alterare il controllo glicemico. Il dosaggio dell'insulina e/o degli ipoglicemizzanti orali puo' avere bisognodi essere modificato ed e' raccomandato un monitoraggio stretto. Inoltre, come con altri antidepressivi, si deve tenere conto delle seguenti circostanze: quando gli antidepressivi sono somministrati a pazienticon schizofrenia o altri disturbi psicotici, si puo' verificare un peggioramento dei sintomi psicotici; l'ideazione paranoide si puo' intensificare. Quando si tratta la fase depressiva di un disturbo bipolare,puo' verificarsi il passaggio alla fase maniacale.

Interazioni

Interazioni farmacodinamiche: la mirtazapina non deve essere somministrata in concomitanza con inibitori delle MAO o entro due settimane dalla sospensione della terapia con inibitori delle MAO. Allo stesso modo, devono passare circa due settimane prima di trattare con gli inibitori delle MAO i pazienti in terapia con mirtazapina (vedere paragrafo 4.3). Inoltre, come con gli SSRI, la somministrazione concomitante di altre sostanze attive serotoninergiche (L-triptofano, triptani, tramadolo), linezolide, blu di metilene, SSRI, venlafaxina, litio e preparatia base di erba di S.Giovanni - Hypericum perforatum) puo' determinareun'incidenza di effetti associati alla serotonina (sindrome serotoninegica: vedere paragrafo 4.4). Deve essere raccomandata cautela ed e' richiesto uno stretto monitoraggio clinico, quando queste sostanze attive sono somministrate in combinazione con la mirtazapina. La mirtazapina puo' aumentare le proprieta' sedative delle benzodiazepine e di altri sedativi (in particolare della maggior parte degli antipsicotici, degli antistaminici H1 antagonisti, degli oppioidi). Bisogna fare attenzione qualora questi medicinali siano prescritti insieme alla mirtazapina. La mirtazapina puo' aumentare gli effetti deprimenti dell'alcoolsul sistema nervoso centrale. Pertanto, ai pazienti si deve consigliare di evitare l'assunzione di bevande alcoliche durante la terapia conmirtazapina. La mirtazapina, alla dose di 30 mg una volta al giorno, provoca un aumento lieve, ma statisticamente significativo del rapportointernazionale normalizzato (INR) nei soggetti trattati con warfarina. Poiche' a dosaggi piu' alti di mirtazapina non si puo' escludere uneffetto piu' pronunciato, e' consigliabile il monitoraggio dell'INR incaso di trattamento concomitante con warfarina e mirtazapina. Il rischio di prolungamento del QT e/o di aritmie ventricolari (ad esempio torsioni di punta) puo' essere aumentato con l'uso concomitante di medicinali che prolungano l'intervallo QTc (ad esempio alcuni antipsicoticied alcuni antibiotici). Interazioni farmacocinetiche: la carbamazepina e la fenitoina, induttori del CYP3A4, hanno aumentato di circa due volte la clearance della mirtazapina, provocando una riduzione rispettivamente del 60% e del 45% dei livelli plasmatici medi della mirtazapina. Quando la carbamazepina o un altro induttore del metabolismo epatico (quale rifampicina) viene somministrata contemporaneamente alla mirtazapina, puo' essere necessario aumentare la dose di quest'ultima. Seil trattamento con un medicinale di questo tipo viene interrotto, puo'essere necessario ridurre la dose di mirtazapina. La somministrazioneconcomitante del ketoconazolo, potente inibitore del CYP3A4, ha aumentato i livelli di picco plasmatici e dell'area sottesa alla curva (AUC) di mirtazapina rispettivamente del 40% e del 50% circa. Quando la cimetidina (debole inibitore di CYP1A2, CYP2D6 e CYP3A4) viene somministrata assieme alla mirtazapina, la concentrazione plasmatica media di mirtazapina puo' aumentare di oltre il 50%. Deve essere adottata cautela e puo' essere necessario ridurre la dose, quando la mirtazapina e' somministrata contemporaneamente a potenti inibitori del CYP3A4, inibitori dell'HIV proteasi, antifungini azolici, eritromicina, cimetidina onefazodone. Dagli studi sulle interazioni non sono emersi effetti farmacocinetici di rilievo associati al trattamento contemporaneo di mirtazapina con paroxetina, amitriptilina, risperidone o litio. Popolazione pediatrica: studi di interazione sono stati effettuati solo negli adulti.

Effetti Indesiderati

I pazienti depressi manifestano un certo numero di sintomi che sono dovuti alla malattia stessa. E' pertanto difficile, talvolta, accertarequali sintomi siano espressione della malattia e quali il risultato del trattamento con la mirtazapina. Riassunto del profilo di sicurezza:le reazioni avverse riferite piu' frequentemente, che si sono verificate in piu' del 5% dei pazienti trattati con la mirtazapina negli studirandomizzati e controllati con placebo (vedere sotto) sono sonnolenza, sedazione, bocca secca, aumento di peso, aumento dell'appetito, capogiri e affaticamento. In associazione al trattamento con mirtazapina,sono state segnalate reazioni avverse cutanee gravi (SCAR), incluse lasindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi tossica epidermica (TEN), la reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), la dermatite bollosa e l'eritema multiforme (vedere paragrafo 4.4).Lista delle reazioni avverse: gli effetti indesiderati della mirtazapina sono stati valutati in tutti i pazienti (compresi quelli con indicazioni diverse dalla depressione maggiore) arruolati negli studi randomizzati controllati con placebo. La meta-analisi ha riguardato 20 studi, con una durata pianificata di trattamento di un massimo di 12 settimane, con 1501 pazienti (134 anni persona) trattati con dosi di mirtazapina fino a 60 mg e 850 pazienti (79 anni persona) trattati con placebo. Le fasi di estensione di questi studi sono state escluse per mantenere la raffrontabilita' con il trattamento con placebo. Le reazioni avverse che si sono manifestate negli studi clinici con una frequenza maggiore, statisticamente significativa, durante il trattamento con lamirtazapina rispetto al trattamento con placebo, e delle reazioni avverse riferite spontaneamente. La frequenza delle reazioni avverse emerse dalle segnalazioni spontanee e' basata sul tasso di segnalazione ditali eventi negli studi clinici. La frequenza delle reazioni avverse da segnalazione spontanea per le quali non sono stati osservati casi con mirtazapina negli studi randomizzati controllati verso placebo e' stata classificata come non nota. Reazioni avverse di mirtazapina. Patologie del sistema emolinfopoietico. Frequenza non nota (la frequenzanon puo' essere definita sulla base dei dati disponibili): depressionemidollare (granulocitopenia, agranulocitosi, anemia aplastica, trombocitopenia), eosinofilia. Patologie endocrine. Frequenza non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili): inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico, iperprolattinemia (esintomi correlati galattorrea e ginecomastia). Patologie del metabolismo e della nutrizione. Molto comune (>=1/10): aumento di peso?, aumento dell'appetito?; frequenza non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili): iponatriemia. Disturbi psichiatrici. Comune (da >=1/100 a <1/10): sogni anormali, confusione, ansia2,5, insonnia3,5; non comune (da >=1/1000 a <1/100): incubi?, mania agitazione?, allucinazioni, irrequietezza psicomotoria (inclusa acatisia, ipercinesia); raro (da >=1/10000 a <1/1000): aggressivita'; frequenza non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei datidisponibili): idea suicida6, comportamento suicida6, sonnambulismo. Patologie del sistema nervoso. Molto comune (>=1/10): sonnolenza1,4, sedazione1,4, cefalea?; comune (da >=1/100 a <1/10): letargia?, capogiro,tremore, amnesia7; non comune (da >=1/1000 a <1/100): parestesia?, sindrome delle gambe senza riposo, sincope raro (da >=1/10000 a <1/1000): mioclono; frequenza non nota (la frequenza non puo' essere definitasulla base dei dati disponibili): convulsioni (traumi), sindrome serotoninergica, parestesia orale, disartria. Patologie vascolari. Comune (da >=1/100 a <1/10): ipotensione ortostatica; non comune (da >=1/1000a <1/100): ipotensione?. Patologie gastrointestinali. Molto comune (>=1/10): bocca secca; comune (da >=1/100 a <1/10): nausea?, diarrea?, vomito?, stipsi?; non comune (da >=1/1000 a <1/100): ipoestesia orale; raro (da >=1/10000 a <1/1000): pancreatite; frequenza non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili): edemaorale, aumento della salivazione. Patologie epatobiliari. Raro (da >=1/10000 a <1/1000): aumento dell'attivita' delle transaminasi sieriche. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune (da >=1/100a <1/10): esantema?; frequenza non nota (la frequenza non puo' esseredefinita sulla base dei dati disponibili): sindrome di stevens johnson, dermatite bollosa, eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica,reazioni al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (dress). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune(da >=1/100 a <1/10): artralgia, mialgia, dolore dorsale?; frequenza non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili): rabdomiolisi. Patologie renali e urinarie. Frequenza non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili): ritenzione urinaria. Disturbi dell'apparato riproduttivo e dellamammella. Frequenza non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili): priapismo. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune (da >=1/100 a <1/10): edema periferico?, affaticamento; frequenza non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili): edema generalizzato, edema periferico. Esami di laboratorio. Frequenza non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili): aumento della creatinchinasi. ^1 Negli studi clinici questi eventi si sono manifestati con una frequenza maggiore, statisticamente significativa, nel corso del trattamento con la mirtazapina rispetto al trattamento con placebo. ^2 Negli studi clinici questi eventi si sono manifestati con una frequenza maggiore, ma non statisticamente significativa, nel corso del trattamento con il placebo rispetto al trattamento con la mirtazapina. ^3 Negli studi clinici questi eventi si sono manifestati con una frequenza maggiore, statisticamente significativa, nel corso del trattamento con placebo rispetto al trattamento con la mirtazapina. ^4 N.B. la riduzione del dosaggio generalmente non determinauna minore sonnolenza/sedazione, ma puo' compromettere l'efficacia antidepressiva. ^5 Il trattamento con antidepressivi in genere puo' determinare l'insorgenza o il peggioramento di ansia e insonnia (che possono essere sintomi di depressione).

Gravidanza e Allattamento

Gravidanza: i limitati dati riguardanti l'uso della mirtazapina in donne in gravidanza non indicano un rischio aumentato di malformazioni congenite. Gli studi condotti su animali non hanno evidenziato effetti teratogeni di rilevanza clinica, tuttavia e' stata osservata tossicita'dello sviluppo (vedere paragrafo 5.3). Dati epidemiologici hanno suggerito che l'uso di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs) in gravidanza, soprattutto verso il termine della gravidanza, puo' aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (IPPN). Sebbene nessuno studio abbia analizzato l'associazione di IPPN al trattamento con mirtazapina, tale rischio potenziale non puo' essere escluso tenendo conto del meccanismo di azione connesso(aumento delle concentrazioni di serotonina). Deve essere prestata attenzione, quando si prescrive mirtazapina a donne in gravidanza. Qualora mirtazapina sia utilizzata sino al parto o sospesa immediatamente prima, e' raccomandato un monitoraggio post-natale del neonato per valutare eventuali effetti da sospensione. Allattamento: gli studi condottisu animali e limitati dati rilevati sull'uomo hanno evidenziato un'escrezione molto contenuta della mirtazapina nel latte materno. La decisione di continuare/interrompere l'allattamento al seno o continuare/interrompere la terapia con mirtazapina deve basarsi sulla valutazione del beneficio dell'allattamento al seno per il bambino e sul beneficiodella terapia con mirtazapina per la donna. Fertilita': studi non-clinici di tossicita' riproduttiva negli animali non hanno evidenziato alcun effetto sulla fertilita'.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Eccipienti

Crospovidone, mannitolo, cellulosa microcristallina, aspartame (E951),aroma di fragola e guarana', aroma di menta, silice colloidale anidra, magnesio stearato.