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XENAZINA*112CPR DIV 25MG

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  • Codice articolo: 036688012

Denominazione

XENAZINA 25 MG COMPRESSE

Categoria

Altri farmaci del sistema nervoso.

Principi Attivi

Una compressa contiene, principio attivo: tetrabenazina 25 mg. Eccipiente con effetti noti: lattosio. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Indicazioni Terapeutiche

Disordini del movimento associati a Corea di Huntington. Xenazina 25 mg e' indicato anche nel trattamento della discinesia tardiva da moderata a severa invalidante e/o socialmente imbarazzante. Tale condizionedeve permanere anche dopo sospensione di una terapia con antipsicotici, oppure nei casi in cui non c'e' possibilita' di interrompere il trattamento antipsicotico; indicato anche in casi in cui la discinesia persiste nonostante riduzione del dosaggio dell'antipsicotico o sostituzione con antipsicotici atipici.

Posologia

Adulti: il dosaggio e la somministrazione sono variabili e vanno adattati alle condizioni del singolo paziente. Un corretto dosaggio di tetrabenazina richiede, infatti, un'attenta titolazione della terapia perdeterminare la dose adatta a ciascun paziente. Quando prescritta per la prima volta, la terapia con tetrabenazina deve essere titolata lentamente per diverse settimane per consentire l'identificazione di una dose per uso cronico che riduca i sintomi e sia ben tollerata. Lo schemache segue deve pertanto essere considerato solo una guida. Posologia.Disturbi del movimento associati a malattie organiche del sistema nervoso centrale (Corea di Huntington): si raccomanda di iniziare con undosaggio di 25 mg, 1-3 volte al giorno. Si puo' aumentare la dose giornaliera di 25 mg, ogni 3 o 4 giorni, fino ad una dose massima giornaliera di 200 mg, oppure fino a raggiungere la dose limite tollerata, indicata dalla comparsa di effetti indesiderati, indipendentemente da quale sia la dose piu' bassa. Se non si ottiene un miglioramento al dosaggio massimo, in 7 giorni di terapia, e' poco probabile che il medicinale risulti efficace aumentando ulteriormente il dosaggio o prolungandoil periodo di trattamento. Si deve considerare la sospensione del trattamento in mancanza di beneficio oppure quando gli effetti indesiderati non siano tollerati dal paziente. Discinesia tardiva: si raccomandadi iniziare con 12,5 mg al giorno e, successivamente, di aumentare gradualmente il dosaggio in funzione della risposta. Si deve considerarela sospensione del trattamento in mancanza di beneficio oppure quandogli effetti indesiderati non siano tollerati dal paziente. Popolazioni speciali. Anziani: non sono stati condotti studi specifici nell'anziano. Tuttavia, Xenazina 25 mg e' stato somministrato in anziani, al dosaggio standard, senza particolari problemi. L'esperienza clinica suggerisce comunque che siano impiegate dosi iniziali e di mantenimento, ridotte. Reazioni avverse simil-Parkinsoniane sono relativamente comuniin questi pazienti e possono essere dose-limitanti. Popolazione pediatrica: non sono disponibili studi clinici adeguatamente controllati nei bambini, pertanto non possono essere fornite specifiche raccomandazioni sul dosaggio di Xenazina da utilizzare in pediatria. Danno renale:non e' stato studiato l'utilizzo di tetrabenazina in pazienti con danno renale. La limitata esperienza clinica disponibile suggerisce che il trattamento sia iniziato con meta' della dose impiegata nell'adulto(12,5 mg al giorno, pari a mezza compressa), titolando poi lentamentee con cautela, sulla base della risposta e della tollerabilita' individuali. Modo di somministrazione: uso orale.

Controindicazioni

Tetrabenazina e' controindicata: in caso di ipersensibilita' al principio attivo (tetrabenazina) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; in caso di tendenza al suicidio; in caso di depressione non trattata o trattata non adeguatamente; durante la gravidanzae/o l'allattamento al seno; in pazienti in trattamento con inibitoridelle monoamino ossidasi (MAOI) o che li hanno assunti nei 14 giorni precedenti all'assunzione di tetrabenazina (vedere paragrafi 4.4, 4.5 e4.8); in presenza di funzionalita' epatica ridotta (punteggio Child-Pugh tra 5 e 9); durante il trattamento con reserpina (vedere paragrafo4.5); in presenza di Parkinsonismo e rigidita' ipocinetica.

Avvertenze

La dose di tetrabenazina deve essere titolata per individuare per ciascun paziente la dose piu' adatta. Gli studi condotti in vitro e in vivo indicano che i metaboliti di tetrabenazina alfa-HTBZ e beta-HTBZ sono substrati per CYP2D6 (vedere paragrafo 5.2). Quindi, adeguamenti della dose possono essere influenzati in pazienti con una funzionalita' alterata del CYP2D6 o da farmaci concomitanti con una forte azione inibitrice per CYP2D6 (vedere paragrafo 4.5). Una volta stabilito un dosaggio, il trattamento deve essere rivalutato periodicamente considerandole condizioni generali del paziente e il trattamento con farmaci concomitanti (vedere paragrafo 4.5). Depressione/propensione al suicidio:la tetrabenazina puo' causare depressione o peggiorare la depressionepre-esistente. Casi di ideazione e comportamento suicidari sono statiriportati in pazienti che assumevano il prodotto. Si deve prestare particolare cautela nei pazienti che presentano una storia di depressioneo di tentativi o ideazione suicidari (vedere anche paragrafo 4.3). Ipazienti devono essere attentamente monitorati riguardo all'insorgenzadi questo tipo di eventi avversi e sia i pazienti, sia chi li assistedevono essere a conoscenza di questo rischio e preparati a riferire immediatamente qualsiasi problema al medico. Se si manifestano depressione o ideazione suicidarie, si possono controllare riducendo la dose di tetrabenazina e/o iniziando la terapia antidepressiva. Se la depressione o l'ideazione suicidaria sono profonde o persistono, si deve prendere in considerazione l'interruzione del trattamento con tetrabenazina e l'inizio di una terapia con antidepressivi. Non devono essere utilizzati antidepressivi inibitori delle MAO finche' non sono trascorse almeno due settimane da quando e' stata assunta l'ultima dose di tetrabenazina, al fine di evitare una interazione tra farmaci potenzialmentegrave (vedere paragrafi 4.3, 4.5 e 4.8). Collera e aggressivita': esiste un potenziale rischio di comparsa o peggioramento di comportamentocollerico e aggressivo nei pazienti in trattamento con tetrabenazinacon anamnesi positiva per la depressione o altre malattie psichiatriche. Parkinsonismo: tetrabenazina puo' indurre parkinsonismo e aggravarei sintomi pre-esistenti della malattia di Parkinson. La dose di tetrabenazina deve essere aggiustata secondo indicazioni cliniche per minimizzare questo effetto indesiderato. Discinesia tardiva: la tetrabenazina agisce provocando la deplezione delle monoammine a livello centralee puo' causare sintomi extrapiramidali e, teoricamente, discinesia tardiva nell'uomo. La terapia con tetrabenazina va effettuata quando ladiscinesia tardiva persiste anche dopo aver ridotto o interrotto una terapia con antipsicotici o quando e' stata fatta la sostituzione con antipsicotici atipici, oppure quando la sospensione o la sostituzione con farmaci antipsicotici atipici non sono possibili. Sindrome neurolettica maligna: la sindrome neurolettica maligna (SNM) e' stata riportata in pazienti trattati con tetrabenazina. La sindrome neurolettica maligna si verifica spesso subito dopo l'inizio del trattamento in conseguenza di variazioni di dosaggio o dopo trattamento prolungato. I principali sintomi di questa condizione sono ipertermia, rigidita' muscolare, alterazioni dello stato mentale ed evidenza di instabilita' autonomica (frequenza cardiaca o pressione arteriosa alterata, tachicardia, sudorazione e disritmie cardiache). Ulteriori manifestazioni includonoelevati livelli di creatinina fosfochinasi, mioglobinuria, rabdomiolisi e insufficienza renale acuta. Se si sospetta una sindrome neurolettica maligna si deve interrompere immediatamente il trattamento con tetrabenazina e iniziare un trattamento appropriato. Se il paziente necessita di essere trattato con tetrabenazina dopo la risoluzione della SNM, la ripresa della terapia deve essere valutata molto attentamente. Ilpaziente deve essere accuratamente monitorato, dato che sono state segnalate recidive di SNM. Prolungamento dell'intervallo QTc: la tetrabenazina causa un lieve incremento (circa 8 msec) nell'intervallo QT corretto. Tetrabenazina deve essere usata con cautela se assunta in combinazione con altre sostanze che prolungano il tratto QTc e in pazienticon sindrome congenita del QT lungo e una storia di aritmie cardiache(vedere paragrafo 4.5). Patologie cardiache: tetrabenazina non e' stata valutata in pazienti con anamnesi di infarto miocardico recente o malattie cardiache non stabilizzate. Acatisia, irrequietezza, e agitazione: i pazienti in trattamento con tetrabenazina devono essere monitorati riguardo alla comparsa di acatisia e anche riguardo a segni e sintomi di irrequietezza e agitazione, dato che essi possono indicare lo sviluppo di acatisia. Se un paziente manifesta acatisia, la dose di tetrabenazina deve essere ridotta. In alcuni pazienti puo' essere necessaria l'interruzione della terapia. Sedazione e sonnolenza: la sedazionee' l'effetto avverso piu' comune che limita il dosaggio di tetrabenazina. I pazienti devono essere consapevoli del rischio durante lo svolgimento di attivita' che richiedono lucidita' mentale, come guidare un veicolo o usare macchinari pericolosi, fintanto che assumono una dose di mantenimento di tetrabenazina e conoscere gli effetti su loro stessi. Ipotensione ortostatica: tetrabenazina puo' indurre, a dosi terapeutiche, ipotensione ortostatica, con sintomi che includono capogiro e sincope (vedere paragrafo 4.8). Cio' deve essere tenuto in considerazione nei pazienti predisposti all'ipotensione o ai suoi effetti. Per talipazienti si deve prendere in considerazione il monitoraggio dei parametri vitali in posizione eretta. Iperprolattinemia: tetrabenazina innalza le concentrazioni sieriche di prolattina nell'uomo. In seguito alla somministrazione di 25 mg a volontari sani il picco dei livelli plasmatici di prolattina e' aumentato di 4/5 volte. Esperimenti su colturecellulari indicano che approssimativamente un terzo dei tumori al seno negli esseri umani sono prolattina-dipendenti in vitro, un fattore potenzialmente importante se si considera di trattare con tetrabenazinaun paziente con diagnosi pregressa di tumore al seno. Il significatoclinico di elevate concentrazioni sieriche di prolattina rimane ignotoper la maggior parte dei pazienti, sebbene alte concentrazioni possano causare amenorrea, galattorrea, ginecomastia e impotenza. Un aumentocronico dei livelli di prolattina e' stato associato a bassi livellidi estrogeni e ad un incremento del rischio di osteoporosi (sebbene cio' non sia stato valutato nei programmi di sviluppo di tetrabenazina).

Interazioni

Non sono stati effettuati studi d'interazione in vivo . Gli enzimi chemetabolizzano la tetrabenazina sono in parte sconosciuti. Studi in vitro indicano che la tetrabenazina potrebbe essere un inibitore del CYP2D6 e quindi potrebbe causare un aumento delle concentrazioni plasmatiche dei medicinali metabolizzati da CYP2D6, come ad esempio metoprololo, amitriptilina, imipramina, aloperidolo e risperidone. Pazienti in trattamento con inibitori di CYP2D6: studi in vitro e in vivo indicanoche i metaboliti alfa-DTBZ e beta-DTBZ della tetrabenazina sono substrati del CYP2D6. Deve essere usata cautela quando si aggiunge un inibitore del CYP2D6 (come fluoxetina, paroxetina, chinidina, duloxetina, terbinafina, amiodarone o sertralina) ad un paziente gia' in trattamentocon dosi stabili di tetrabenazina e si deve prendere in considerazione la possibilita' di una riduzione della dose di tetrabenazina. Non e'stato valutato l'effetto di deboli o moderati inibitori del CYP2D6 come duloxetina, terbinafina, amiodarone o sertralina. Altri inibitori del citocromo P450: sulla base di studi in vitro un'interazione clinicamente significativa tra la tetrabenazina e gli altri inibitori del P450 (oltre al CYP2D6) e' improbabile. Levodopa: tetrabenazina inibisce l'azione di levodopa e quindi ne attenua l'effetto. Inibitori delle monoaminossidasi: tetrabenazina non deve essere somministrata in presenzadi inibitori delle MAO a causa del rischio di possibili gravi interazioni che danno origine a crisi ipertensive (vedere paragrafo 4.3). Devono trascorrere almeno 14 giorni tra la sospensione di un inibitore delle MAO e l'inizio del trattamento con tetrabenazina. Uso concomitantedi farmaci neurolettici: reazioni avverse associate alla tetrabenazina, come il prolungamento dell'intervallo QTc, la sindrome neuroletticamaligna e disturbi extrapiramidali potrebbero essere esacerbate dall'uso concomitante di antagonisti dopaminergici. Vi e' un potenziale rischio di impoverimento significativo della dopamina quando si somministra tertrabenazina contemporaneamente ad agenti neurolettici (ad esempio aloperidolo, clorpromazina, metoclopramide, ecc.) ed i pazienti devono essere monitorati clinicamente per riscontrare l'eventuale insorgenza di parkinsonismo. La sindrome neurolettica maligna e' stata osservata in casi isolati. Farmaci antipertensivi e beta bloccanti: l'uso concomitante di tetrabenazina con farmaci anti-ipertensivi e beta-bloccanti puo' aumentare il rischio di ipotensione ortostatica. Farmaci che deprimono il Sistema Nervoso Centrale: si deve prendere in considerazione la possibilita' che si manifestino effetti sedativi additivi quandotetrabenazina viene utilizzata in combinazione con depressori del SNC(incluso alcool, neurolettici, ipnotici e oppiacei). Farmaci che prolungano l'intervallo QTc: tetrabenazina deve essere usata con prudenzase assunta con sostanze note per prolungare l'intervallo QTc, inclusifarmaci antipsicotici (es. clorpromazina, tioridazina), antibiotici (es. gatifloxacina, moxifloxacina) e farmaci antiaritmici di classe IA eIII (es. chinidina, procainamide, amiodarone, sotalolo). Reserpina: l'uso concomitante di tetrabenazina e reserpina e' controindicato (vedere paragrafo 4.3). La reserpina lega irreversibilmente VMAT2 ed il suoeffetto dura diversi giorni. Si deve porre attenzione nel passaggio di un paziente da reserpina a tetrabenazina. Il medico deve attendere la ricomparsa della Corea prima di somministrare tetrabenazina, in mododa evitare il sovradosaggio ed una ulteriore deplezione di serotoninae noradrenalina nel Sistema Nervoso Centrale. Dato che gli effetti della reserpina possono essere prolungati, si deve effettuare una valutazione clinica nello stabilire la durata della sospensione prima di iniziare la terapia con tetrabenazina. Digossina: la digossina e' un substrato della P-glicoproteina. Uno studio su volontari sani ha dimostrato che la tetrabenazina (25 mg, due volte al giorno, per tre giorni) non influenza la biodisponibilita' della digossina, suggerendo che a questa dose la tetrabenazina non influenza la P-glicoproteina nel trattointestinale. Anche studi in vitro suggeriscono che la tetrabenazina ei suoi metaboliti non sono inibitori della P-glicoproteina. Il pretrattamento con antidepressivi triciclici potrebbe limitare o capovolgeregli effetti della tetrabenazina, dando luogo ad effetti paradossi. Studi nell'animale hanno evidenziato che la difenilidantoina antagonizzagli effetti della tetrabenazina sulla locomozione.

Effetti Indesiderati

La frequenza e' definita sulla base della seguente convenzione: moltocomune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (lafrequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Infezioni ed infestazioni. Molto raro (<1/10.000): infezione polmonare.Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro (<1/10.000): leucopenia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto raro (<1/10.000): appetito ridotto, disidratazione; non nota: appetito aumentato.Disturbi psichiatrici. Molto comune (>1/10): depressione; comune (>=1/100, <1/10): agitazione, ansia, insonnia, stato confusionale; molto raro (<1/10.000): aggressione, collera, idea suicida, tentato suicidio;non nota: disorientamento, nervosismo, irrequietezza, disturbo del sonno. Patologie del sistema nervosa. Molto comune (>1/10): sonnolenza, parkinsonismo (puo' includere disturbo dell'equilibrio), tremore; moltoraro (<1/10.000): sindrome neurolettica maligna; non nota: atassia, acatisia, distonia, amnesia, capogiro. Patologie dell'occhio. Molto raro (<1/10.000): crisi oculogira, fotofobia. Patologie cardiache. Non nota: bradicardia. Patologie vascolari. Non nota: ipotensione ortostatica (vedere paragrafo 4.4)*, crisi ipertensiva. Patologie gastrointestinali. Molto comune (>1/10): ipersecrezione salivare; non nota: disfagia, nausea, vomito, dolore addominale superiore, diarrea, stipsi, boccasecca. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto raro (<1/10.000): eruzione cutanea, prurito, orticaria; non nota: iperidrosi.Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non nota: mestruazioni irregolari. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non nota: stanchezza, astenia, ipotermia. Esami diagnostici. Molto raro (<1/10.000): peso diminuito, peso aumentato.Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Molto raro (<1/10.000): caduta. * L'ipotensione ortostatica puo' manifestarsi consintomi quali capogiri e sincope. Segnalazione delle reazioni avversesospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazioneall'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Gravidanza e Allattamento

Gravidanza: non ci sono dati sufficienti sull'uso di tetrabenazina nelle donne in gravidanza. Studi condotti su animali hanno dimostrato unatossicita' riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Non e' ben noto il potenziale rischio negli esseri umani. Tetrabenazina non deve essere usata durante la gravidanza ed in donne in eta' fertile che non usano contraccettivi. Gli effetti di tetrabenazina sul travaglio e sul parto negli esseri umani non sono noti. Allattamento: non e' noto se la tetrabenazina o i suoi metaboliti vengano escreti nel latte materno. Non sipuo' escludere il rischio per il bambino in allattamento. Tetrabenazina e' controindicata durante l'allattamento al seno (vedere paragrafo 4.3). Fertilita': studi condotti su animali con tetrabenazina non hannoevidenziato effetti sulla gravidanza o sulla sopravvivenza nell'utero. E' stato osservato un aumento della lunghezza del ciclo femminile eun ritardo nella fertilita'.

Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C.

Eccipienti

Amido, lattosio, talco, magnesio stearato, ossido di ferro giallo E172.