La sindrome premestruale è una condizione molto comune che si presenta nei giorni che precedono l’arrivo delle mestruazioni e che, nonostante non sia classificata come una vera e propria malattia, può causare fastidi fisici e psicologici tali da influire sul benessere quotidiano.

In molti casi tende a risolversi spontaneamente con l’inizio del ciclo ma è possibile adottare strategie mirate per alleviarne i sintomi e ridurne l’impatto sulla vita di tutti i giorni.

Sintomi della PMS

La sindrome premestruale si manifesta generalmente nella fase luteale del ciclo, ossia nei 7-14 giorni che precedono le mestruazioni, con disturbi che variano da donna a donna, sia per tipo sia per intensità, e che dipendono da fattori ormonali, psicologici e dallo stato generale di salute.

Tra i sintomi fisici più comuni troviamo:

  • gonfiore addominale e ritenzione idrica;
  • dolore o tensione al seno;
  • cefalea o emicrania;
  • sensazione di stanchezza e spossatezza;
  • aumento di peso temporaneo;
  • gambe gonfie e pesanti.

Sul piano emotivo e comportamentale, molte donne riportano:

  • sbalzi d’umore e irritabilità;
  • maggiore sensibilità o tristezza;
  • difficoltà di concentrazione;
  • disturbi del sonno;
  • calo del desiderio sessuale o, al contrario, un aumento della sensibilità.

In alcuni casi i sintomi sono collegati anche a cicli irregolari, caratterizzati da mestruazioni troppo ravvicinate o troppo distanti, con conseguente variazione dell’intensità dei disturbi.

Come ridurre i sintomi della PMS

Per gestire la sindrome premestruale in maniera efficace è bene intervenire su più fronti, a partire dall’alimentazione, dato che una dieta ricca di frutta e verdura garantisce un buon apporto di vitamine, minerali e antiossidanti. Nutrienti come magnesio, ferro e vitamina B6 possono risultare particolarmente utili per contrastare stanchezza, migliorare l’umore e regolare l’attività ormonale. Allo stesso tempo, è consigliabile limitare il consumo di zuccheri raffinati, sale e caffeina, che possono peggiorare gonfiore e irritabilità.

Altrettanto utile è l’esercizio regolare, in particolare quello aerobico, come camminata veloce, corsa leggera o nuoto, che aiuta a stimolare la produzione di endorfine, dei neurotrasmettitori che favoriscono il rilassamento, migliorano l’umore e attenuano i dolori muscolari.

Per quel che riguarda i rimedi naturali, tra le piante officinali, l’agnocasto è noto per la sua capacità di ridurre irritabilità, tensione mammaria e nervosismo grazie alla sua azione regolatrice sugli ormoni. Parallelamente, gli integratori a base di magnesio possono contribuire ad alleviare ansia e crampi muscolari, mentre tisane a base di camomilla, melissa o finocchio favoriscono il rilassamento e migliorano la qualità del sonno.

Per gestire l’eventuale stress, sono indicate tecniche come meditazione, yoga o esercizi di respirazione profonda, per ridurre la tensione emotiva e prevenire il peggioramento dei sintomi.

Se i disturbi diventano particolarmente intensi, può essere opportuno rivolgersi al medico, che potrebbe indicare il ricorso a terapie farmacologiche, come i contraccettivi ormonali o altri trattamenti specifici, valutati sulla base della storia clinica individuale della paziente.

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